Fondazione Muvita Provincia di Genova  
 
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GLOSSARIO

Acidificazione
Con il termine acidificazione si intende il processo attraverso il quale sostanze gassose di prevalente origine antropica emesse in atmosfera, una volta subita la trasformazione in acidi, alterano le caratteristiche chimiche degli ecosistemi (acquatici e terrestri) e compromettono la funzionalità di acque, foreste, suoli oltre a danneggiare i manufatti artistici. Le deposizioni acide sono dovute a tre principali inquinanti: biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOX) e ammoniaca (NH3). La maggior parte delle emissioni di SO2e di NOX sono prodotte dall’uso di combustibili e dai trasporti mentre le emissioni di NH3 provengono soprattutto dalla produzione e dallo spargimento di concimi animali e di fertilizzanti azotati.

Area perimetrata
Area soggetta all’attività di bonifica.

Arrostimento o sinterizzazione del minerale
La sinterizzazione o arrostimento è un trattamento termico di un compatto di polveri al di sotto del punto di fusione del componente principale. Consiste essenzialmente nella rimozione della porosità tra le particelle della polvere di partenza, combinata con la crescita delle particelle, la formazione di robusti collegamenti (colli) tra di esse, e ad un ritiro dei componenti.
Gli impianti di arrostimento o sinterizzazione sono utilizzati per la produzione primaria o secondaria di metalli ferrosi e non ferrosi.

Bonifica
La bonifica dei suoli contaminati riguarda i metodi di pulizia di terreni contaminati e delle acque sotterranee dalle più diverse sostanze. Sostanze soprattutto in fase liquida, che versate sui terreni ne alterano le caratteristiche o ne compromettono l'uso.
Si intende per bonifica di un sito contaminato l'insieme di interventi atti a:
- rimuovere la fonte di inquinamento.
- ridurre la concentrazione dell'agente inquinante nei suoli e nelle acque sotterranee e superficiali ad un livello inferiore ai limiti di accettabilità previsti dalla normativa in funzione della destinazione d'uso dei suoli medesimi nonché dell'esigenza di assicurare la salvaguardia della qualità delle diverse matrici ambientali.

Cromo esavalente
La principale fonte naturale di cromo è il minerale Cromite: da essa dopo processi di riscaldamento con utilizzo di altre sostanze, si estrae il cromo metallico commerciale.
Il cromo è impiegato in diversi campi: nella cromatura, come lucidante, come costituente di leghe resistenti al calore (acciaio inox), nella produzione di vernici e coloranti, nella produzione di nastri magnetici, nella concia del cuoio, nella produzione di svariati altri materiali. I suoi stati di ossidazione più comuni (le cariche che assume nei composti che forma) sono: +2, +3 e +6. Lo stato +3 è il più stabile mentre i composti del cromo +6, come ad es. l'acido cromico, sono potenti ossidanti. Il cromo esavalente è il cromo nello stato di ossidazione +6.
La IARC (International Agency for Research on Cancer, agenzia scientifica dell'Organizzazione Mondiale della Sanità) ha classificato il cromo esavalente nella categoria 1 degli agenti cancerogeni per l'uomo, soprattutto per polmone a seguito di esposizioni per via inalatoria. Il rischio di intossicazione da cromo esavalente è principalmente legato al consumo di acqua potabile inquinata e all'utilizzo di acqua inquinata per l'irrigazione agricola.

Decommissioning
il decommissioning è la fase di decontaminazione e smantellamento delle installazioni e ripristino del sito che ha lo scopo finale di giungere alla completa demolizione di un impianto industriale o nucleare, alla rimozione di ogni vincolo dovuto alla presenza di materiali inquinanti e alla restituzione del sito per altri usi.

Hot Spot
Sono i punti del sito considerati focolai di contaminazione, dove la concentrazione di inquinante risulta elevata.

Lisciviazione
La lisciviazione, nella terminologia chimica definisce il processo, detto anche di estrazione solido-liquido, consistente nella separazione di uno o più componenti solubili da una massa solida mediante un solvente. Viene spesso utilizzato in metallurgia, ad esempio nei processi di produzione del rame, dell'argento o dello stagno.

Messa in sicurezza
La messa in sicurezza riguarda ogni intervento necessario ed urgente, in attesa degli interventi di bonifica e ripristino ambientale di un sito contaminato, volto a rimuovere le fonti inquinanti e contenerne la diffusione.

Piano di caratterizzazione
La caratterizzazione dei siti contaminati rappresenta le indagini (sondaggi, piezometri, analisi chimiche etc.) condotte in un sito contaminato o ritenuto potenzialmente tale, il cui scopo principale è quello di definire l’assetto geologico e idrogeologico, verificare la presenza o meno di contaminazione nei suoli e nelle acque e sviluppare un modello concettuale del sito.

Piezometro
Il piezometro è uno strumento utile a misurare i coefficienti di compressibilità dei liquidi. Lo strumento consiste in un tubo verticale di piccolo diametro collegato alla condotta nella quale si vuole effettuare la misura della quota piezometrica (che equivale alla determinazione della pressione alla quale è sottoposto il liquido nella condotta medesima). Inserito all’interno di un foro di sondaggio (Pozzo piezometrico) dei terreni investigati, misura il livello di falda. Le misure dei livelli dell’acqua costituiscono la base per ogni studio idrogeologico (porosità del suolo) e la determinazione del livello di falde sotterranee.

Sito contaminato
Con il termine “sito contaminato” ci si riferisce a tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane svolte o in corso, è stata accertata un'alterazione delle caratteristiche qualitative dei terreni, delle acque superficiali e sotterranee, le cui concentrazioni superano quelle imposte dalla normativa vigente.

Valutazione del danno ambientale
La valutazione del danno ambientale è un’attività tecnica-scientifica finalizzata alla determinazione e alla quantificazione del danno relativo a un evento reale/potenziale pericoloso per l’ambiente di origine antropica o naturale, e alla quantificazione economica del danno attraverso una stima delle utilità/costi connessi alla compromissione/ripristino delle componenti ambientali alterate, danneggiate o distrutte.


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