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Il ciclo produttivo

Le attività della ditta Stoppani sono state normalmente eseguite fino al gennaio 2002  quando, con la dismissione del forno 70, è cessata la produzione di acido cromico.
Le restanti attività sono state portate avanti fino al 2003, quando è stato interrotto anche l’impianto di solfitazione per la produzione di salcromo.

I processi produttivi dello stabilimento si basavano sull’approvvigionamento di minerali di Cromite e sulla trasformazione del Cromo trivalente insolubile (presente nel minerale) in Cromo esavalente (Cromo VI) estremamente solubile, mediante fusione alcalina ossidante, separazione dello stesso Cromo esavalente mediante lisciviazione e preparazione di specifici Sali di cromo.
Quali materie prime venivano utilizzate la Cromite (FeOCr2O3), minerale in prevalenza costituito da ossidi di cromo e ferro, la calce, il carbonato sodico e l’acido solforico.
Il ciclo di lavorazione si articolava nelle fasi di macinazione, arrostimento del minerale, lisciviazione e acidificazione.

Riassumendo brevemente le varie attività dello stabilimento, la cromite macinata e miscelata con terra da riciclo e calce ovvero, più recentemente, carbonato di sodio veniva ossidata in forni di arrostimento.

Le reazioni producevano una serie di composti, tra cui il cromato di sodio, destinato principalmente alla successiva separazione in soluzione e l’alluminato sodico, il vanadio di calcio e altri, destinati a rimanere nelle terre di risulta.

Il materiale in uscita dal forno in fusione (“fritta”) veniva successivamente inviato a un processo di lisciviazione nel corso del quale si realizzava l’estrazione del cromato solubile dalla fritta.
Il materiale residuo veniva in parte riciclato o smaltito e, in anni più recenti, in parte inviato all’impianto di trattamento delle terre esauste per una riduzione del tenore di cromo esavalente residuo.
La soluzione di cromato sodico ottenuta veniva inviata all’impianto di acidificazione dove, previa aggiunta di acido solforico, il cromato sodico si trasformava in bicromato di sodio che costituisce la materia prima per la produzione dell’acido cromico e del salcromo (solfato basico di cromo).

Il salcromo veniva ottenuto per trattamento con anidride solforosa prodotta mediante combustione di zolfo puro nel reparto di solfatazione.
I prodotti finiti e semilavorati che venivano prodotti dalle attività dello stabilimento sono il bicromato di sodio, l’acido cromico e il salcromo.

Per un breve periodo venne anche fatto funzionare un impianto per la produzione di vitamina K3 che sfruttava le caratteristiche ossidanti del cromo su talune sostanze organiche.



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